giovedì 11 agosto 2016

Movie Tag- il video tag dedicato al cinema

Bentornati sul blog di Pagine di cinema!

In questo video risponderò alle domande del Movie tag; se anche voi avete partecipato, linkate il vostro video o post nei commenti:-)









1- Film preferito di tutti i tempi?
2- Scena preferita da quel film?
3-
Attore/attrice preferiti?
4-
Attori/attrici che non sopporti? 
5-
Miglior regista?
6- Film-peccato preferito?
7- Film strappalacrime preferito?
8-
Personaggio che piu ti ha spaventato?
9- Film che ami che tutti gli altri odiano?
10- Fil che odi ma che tutti amano?
11- Duo di attori preferito? 
12- Film animato preferito?
13- Cotta per attori/ attrici?
14-
Villain preferito?
15- Film che ti ha sorpreso di più?
16- Se potessi tenere un solo film, quale sarebbe?

17- 
Un film che raccomanderesti e a chi?
18- Se potessi andare indietro e sposare un attore/attrice del passato, chi sarebbe?
19- Un remake che avresti preferito non fosse mai stato fatto?
20-
Se stessi per morire e potessi guardare solo un film quale sarebbe?
21- Genere di film prefetrito e film di quel genere?
22- Qual è il primo film che hai visto al cinema?
23- Qual è il tuo compositore preferito?
24- In quale film la colonna sonora è protagonista?
25- Colonna sonora preferita di un film?




Maia

venerdì 22 luglio 2016

Arancia Meccanica, dall'opera di Burgess al film di Stanley Kubrick

"C'ero io, cioè Alex, e i miei tre soma, cioè Pete, Georgie e Bamba, Bamba perchè era davvero bamba, e si stava al Korova Milkbar a rovellarci il cardine su come passare la serata, una sera buia fredda bastarda d'inverno, ma asciutta..."
arancia meccanica

Dopo aver visto la trasposizione cinematografica del 1971 a opera di Kubrick almeno cento volte, era il caso di immergersi nella lettura di quest'opera controversa.

In una sorta di futuro non meglio specificato, inseguiamo il sedicenne Alex nelle sue scorribande, accompagnato dai suoi tre soma, i compagni di avventure e scorpacciate fatte a base di mommo corretto (il Kubrickiano latte-più) e ultraviolenza. Dopo l'assassinio semi-involontario di una donna, tradito dai suoi compagni, Alex passerà due anni in carcere, dove cercherà con tutti gli stratagemmi possibili di entrare nelle grazie e nei favoritismi del prete che visita i prigionieri. Qui verrà a conoscenza della fantomatica Cura Ludovico, una "cura" che impedisce ai delinquenti di commettere atti violenti tramite un'associazione di stimolo risposta a una sensazione di malessere; da qui in poi il romanzo è una discesa a ritroso attraverso i peccati commessi da Alex che, punito dalla società, finirà quasi per uccidersi. E noi, lettori esterrefatti, non riusciamo a fare altro che provare persino pena verso il povero malvagio Alex, e profonda rabbia nei confronti della società. Continuo trama su Wikipedia

È inutile tentare di scostarsi dal modo di pensare e agire di Alex: il libro scritto in prima persona non ce lo permette. Alex ruba, picchia, violenta, e infine uccide, ed è ben conscio di tutto quello che sta facendo, e lo fa proprio perché ne trae un profondo godimento.

arancia meccanicaColpa della società? Colpa della famiglia vuota che è succube del ragazzino viziato?

Non ci è dato sapere perché non è di questo che si occupa il libro. Alex è così come ci viene presentato, e noi non possiamo che prenderlo nello stesso modo, senza fare domande.



La scrittura, difficoltosa soltanto per la prima manciata di pagine, è sorprendentemente fluida, caratterizzata dallo slang inventato dall'autore e reso egregiamente dai traduttori; le parole, come soma, granfia, planetario e Vostro Umile Narratore, sono diverse da quelle del film, ma sono facilmente comprensibili soltanto dopo una breve pratica.
Ma queste parole hanno anche una seconda funzione: rendono meno immediata e aggressiva la violenza che Alex ci riporta, che comunque riesce ad arrivarci come un pugno nello stomaco, anche se ben inguantato:

"Si snicchiavano le urla e i gemiti, molto realistici, e pure il respiro ansimante dei due malcichi festanti. Crac, crac, crac, a forza di pugni lo ridussero come un budino, gli strapparono via le palandre, lo presero a stivalate sulle macerie nude e poi se ne scapparono guizzi lasciandolo tutto rosso di salsa nel fango saloppo del rigagnolo".

Ma perché Alex deve essere così cattivo? Perché non avrebbero potuto renderlo più accettabile?
Perché, come ben sapete, il tema centrale del libro è il tema della libera scelta
"un uomo che non può scegliere cessa di essere un uomo", 
ed è quello che smette di essere Alex dopo che si sottopone alla cura Ludovico: diventa una sorta di Arancia a orologeria, un congegno meccanico modificato per poter compiere soltanto azioni buone, ma che non hanno niente a che fare con le sue reali intenzioni . 
Persino un ladro, assassino e stupratore come lui dovrebbe ricevere un trattamento del genere?
Il libro ci dice di sì, proprio perché è un essere umano.

A fine libro ho trovato un'interessante intervista a Stanley Kubrick, le cui parole spiegano alla perfezione il concetto:
"...Per mostrare l'azione di un governo in tutto il suo orrore, bisognava scegliere come vittima qualcuno di assolutamente depravato: in questo modo, quando il governo lo trasforma in uno zombi, ci si accorge che si tratta di un'azione profondamente immorale, anche ai danni di una creatura simile".




Non ci sono enormi differenze tra film e libro, e credo che entrambi si completino a vicenda: da una parte il libro, in cui troviamo spiegate alcune importanti parti che nel film vengono soltanto accennate, e dall'altra la visione reale e colorata di quello che noi vediamo attraverso gli occhi del nostro Umile Narratore.

Il finale del libro, con un capitolo aggiuntivo rispetto alle sue prime edizioni, lascia con un grosso punto di domanda. Mentre il film si ferma alla guarigione di Alex, così come sembra che il libro si dovesse concludere inizialmente, forse per evitare censure e un eccesso di critica l'autore ha aggiunto un capitolo in cui un Alex più maturo, stanco delle scorribande con i suoi nuovi tre soma, decide di porre fine all'ultraviolenza che più non lo attira come in passato e di uniformarsi alla società, ripromettendosi per il giorno seguente di cercare una donna per mettere su famiglia.

Troppo positivo? Era meglio fermarsi un passo prima? Probabile.


Certo, si capisce che l'autore fu quasi costretto ad aggiungere questo capitolo, ma in fondo non credo che sia questo immenso scempio; lo si può ignorare, rimanendo fedeli al "Ero guarito davvero.", oppure si va avanti e si guarda l'Alex che conclude il processo di guarigione operato dalla società in maniera inconsapevole; anche uno come Alex, alla fine, dovrà entrare a far parte del meccanismo dell'Arancia a orologeria che è la società.





Maia e Andrea

sabato 16 luglio 2016

The Legend of Tarzan, la recensione di Pagine di cinema


Tarzan è tornato sullo schermo e ha preso in prestito il volto del bell’Eric di True Blood: Alexander Skarsgård.

Se vi aspettate la storia classica di Tarzan, dalla nascita alla crescita, passando attraverso l’incontro con Jane e la cultura occidentale, allora dovrete ricredervi; ma non per questo il film ne perde, anzi. 
The Legend of Tarzan è costruito a ritroso, permettendo a John Clayton III di ritrovare il vero se stesso, il Tarzan che credeva di aver lasciato nella giungla ma che la società londinese non gli ha mai permesso di liberarsene.

In questa trasposizione cinematografica, David Yates (regista degli ultimi quattro capitoli della saga di Harry Potter) si concentra sul ritorno dalla civilizzazione al livello della natura.

Tarzan, pardon, John Clayton III, Lord Greystock, vive a Londra da molti anni e, insieme alla moglie Jane, si è ormai adagiato alla vita di città, alla politica e agli agi.
Per motivazioni politiche ed economiche di interesse del paese, Tarzan ritorna in Africa, in particolar modo nel Congo, insieme alla moglie e a un rappresentante degli Stati Uniti, interpretato dall’ormai non più giovane Samuel L. Jackson. 

In mezzo alla natura sconfinata e al calore delle famiglie che ritrovano dopo anni, si scopre che l’arrivo di Tarzan nel continente altro non è che una trappola organizzata da Leon Rom ( l’inviato del Re del Belgio interpretato da Christoph Waltz ) per poter scambiare la leggenda della giungla in cambio di preziosissimi diamanti, accordo che era stato preso a inizio film con il capo di una tribù di indigeni. Continuo trama da Wikipedia

Tarzan è una leggenda, e in questo film resta tale, senza cadere in futili tentativi di renderlo troppo realistico; ritroviamo tutto, dalle liane al richiamo classico, eppure nulla stona in questa figura quasi mitica che riesce a parlare con gli animali, lasciandone però la spiegazione in sospeso.

I flashback continui ci permettono di conoscere la storia della sua nascita e crescita, costruendo il film in maniera differente a quello che in molti ci eravamo aspettati prima di entrare in sala, e regalandoci anche piccoli momenti divertenti in cui l’adolescente Tarzan, alla prima conoscenza con Jane, utilizza metodi un po' troppo “animaleschi” di presentazione. 
Le atmosfere cupe e nebbiose del film costruiscono un’ambientazione perfetta e diversa per un Congo che ci si immagina soltanto alla luce del caldo sole africano.

Note dolenti:
1) Effetti speciali: da storcere un tantino il naso. Abbiamo visto il film non in 3D e, per quanto riguarda semplicemente la ricostruzione degli animali e dei gorilla, non siamo rimasti molto soddisfatti.
2) Personaggi e interpretazione:

-          Jane Clayton: apprezzata la sua combattività e il fatto che, nonostante sia comunque la damigella in pericolo per quasi tutto il film, lei non si sia adagiata sugli allori nell’attesa dell’arrivo di Tarzan; una Margot Robbie che mena calci e pugni, forse già in via di trasformazione per la Harley Quinn di Suicide Squad. Il problema è l’anacronismo: siamo nel 1880 e, anche se questa Jane è nata e cresciuta in Congo vicino alla giungla, c’è poco che giustifichi questi comportamenti. ( Ma a noi donne non ci importa poi molto, vero?)
-          Leon Rom: noi amiamo Waltz ma… ragazzi, quante delusioni ultimamente. 
A parte il fatto che il suo personaggio non è stato praticamente approfondito, l’unica caratterizzazione che troviamo è quell’odioso crocifisso che Rom porta sempre con sé; ma, per il resto, rivediamo soltanto una macchietta, un lontano e sbiadito ricordo dell’immenso Hans Landa che ce lo ha fatto amare, e noi siamo certi che lui abbia ben altre qualità da poter mostrare, se Hollywood glielo permetterà.

-          Alexander Skarsgård : gioia per gli occhi delle donne e, sinceramente, poco di più. Il personaggio non è stato esageratamente approfondito, a parte per quello che già conoscevamo dalla storia e da quello che potevamo immaginare, ma può passare per riuscire a parlare di un mito che, anche se vediamo davanti ai nostri occhi combattere contro enormi gorilla e salutare elefanti, deve comunque restare un personaggio leggendario. Inoltre, sembra che abbia passato buona parte della sua crescita a essere malmenato da scimmie... poraccio, non avrà poi molto da ridere e da raccontare.

-          George Washington Williams, interpretato da Samuel L. Jackson, è il personaggio meglio riuscito di tutti; il non più giovane americano che tenta di inseguire Tarzan, arrancando nella giungla con il fiatone, è la voce che riporta tutte le tematiche del film alla ragione di base che ne muove la trama: la critica al colonialismo, in primis quello americano e del genocidio degli indiani d’america.

Conclusione: film da vedere e che può essere apprezzato se lo si guarda senza enormi pretese.


Voto: 7.

Qui trovate la mia video-recensione:

Maia e Andrea

venerdì 15 luglio 2016

Come aumentare la visibilità su Wattpad - I 10 consigli



Wattpad, Wattpad, Wattpad… tutti ne parlano.
Ma sarà davvero un buon modo per farsi conoscere?
Può darsi, ma bisogna comprendere come funziona questa famosa piattaforma per la lettura e condivisione di storie per capire come diventare popolare su Wattpad.


Il problema più grosso di Wattpad è la mole di storie che vengono pubblicate ogni giorno e, soprattutto, il fatto che l’80% di queste non vengano minimamente corrette da una punto di vista grammaticale.
Per non parlare dei titoli… lasciamo perdere.

Di conseguenza, quando si ritrovano storie insulse e completamente sgrammaticate che contano migliaia di visualizzazioni e commenti… qualcuno potrebbe perdere le speranze: ma non demordete.

Per riuscire a farvi conoscere e ad aumentare la vostra popolarità su Wattpad, seguite questi consigli e non ve ne pentirete:

1) Scrivete storie interessanti e fuori dal comune, particolari e ricercate. In un mare di Harmony sdolcinati e strappalacrime, siate la storia d’amore che nessun altro aveva mai pensato di scrivere.

2) Cercate di farvi conoscere delicatamente, senza intasare la posta e i profili altrui con la pubblicità alle vostre storie. Cercate chi è disposto a leggere e votare la vostra storia in cambio di altrettanto vostro impegno: le collaborazioni sono sempre fruttuose.

3) Seguite e sarete seguiti… I following porteranno pian pianino a vostri followers!

4) LA GRAMMATICA NON è UN'OPINIONE! Ok, di Umberto Eco ce n’era uno, e senza un editor gli errori non possono essere cancellati del tutto; ma c’è un limite, e questo si chiama GRAMMATICA ITALIANA. Lo so, è difficile, ma se avete dei dubbi esiste il web apposta che pullula di siti pregni di domande e dubbi grammaticali con risposte chiare di esperti (Vedi il sito dell’Accademia dellaCrusca).

5) USATE LA PUNTEGGIATURA: LEI è VOSTRA AMICA! Ok, mi sta salendo il grammar-nazi, me ne rendo conto, ma dopo
aver letto un capitolo di una storia con solo e soltanto i tre puntini … al… posto… di… tutti… gli… altri… segni… della… punteggiatura… ho… iniziato… a…. sentire… un… fuoco… dentro… lo sentite anche voi, vero?


6) Basta vampiri e lupi mannari? È arrivato il momento delle Fanfiction? Bene!
https://www.wattpad.com/story/76857947-harry-ti-presento-sally-harry-styles-one-direction
Cercate le storie del momento, il genere che va più di moda, e provate a scrivere in quel frangente. Non deve essere un capolavoro, ma potrebbe attirare nuovi followers che incapperanno per caso nell’opera che avete davvero a cuore.

https://www.wattpad.com/story/69831381-open-your-eyes-wattys2016















7) Curate ogni singolo Follower… ringraziate per i voti e per i commenti: qualcuno si è preso la briga di leggere il frutto del vostro duro lavoro, e avrebbe potuto perdere il tempo leggendo qualcun altro, quindi gliene devi essere grato.

8) Condividete le storie sui social, meglio ancora se avete una base in un canale youtube, in un blog o su una pagina Facebook già seguita.

9) Puntate sul passa parola, soprattutto sui vostri amici e familiari. Ricordate che, così come tutti i post di pagine Facebook, blog e video su Youtube, la vostra visibilità è legata al delicato rapporto tra voti e interazioni con commenti nel breve periodo: quindi, se nel giro di un’ora la vostra famiglia di 50 persone ha votato e commentato la vostra opera, questa risulterà molto più visibile rispetto a 200 commenti nel giro di sei mesi. Quindi, pronti i portafogli per pagare profumatamente nonni, genitori e nipoti! :-)


10) E infine… incrociate le dita e aspettate… lo so, è dura, ma io sono sicura che, se un’opera merita, prima o poi avrà l’attenzione che merita!

Su Wattpad mi trovate con le mie storie a questo link: PASSATE A TROVARMI! 

https://www.wattpad.com/user/Maiaiam

Questo è un altro link utile a proposito: http://it.wikihow.com/Diventare-Famosi-su-Wattpad
Maia


Outlander, il finale di stagione

Ben tornati su Pagine di cinema!

La serie tv Outlander ha visto la fine della seconda stagione e, nell'attesa dell'arrivo del prossimo anno con il rinnovo della terza, ecco a voi la video recensione del finale di stagione.




Maia

lunedì 11 luglio 2016

Perché le fanfiction dilagano?

Ben ritrovati su Pagine di cinema!

Dopo gli ultimi successi editoriali, ci ritroviamo a chiederci il perché le fanfiction siano diventate così popolari. Twilight, Harry Styles, Harry Potter, Benji e Fede... e chi più ne ha, più ne metta.
Le demonizziamo del tutto, oppure possiamo trovare qualche cosa di positivo da mantenere?



Alla prossima!
Maia

Recensione film The Normal Heart

Bentornati su Pagine di cinema!

La video recensione di oggi è dedicata al film The Normal Heart, film per la tv ( estremamente riduttivo per questa meraviglia ) del 2014, diretto da Ryan Murphy e interpretato da Mark Ruffalo, Matt Bomer, Julia Roberts e Jim Parsons.
Consigliatissimo!



Alla prossima!

Maia

lunedì 4 luglio 2016

Recensione Mr. Sbatticuore di Alice Clayton

Romantico?
Nemmeno troppo, per fortuna.
Divertente?
Oltre ogni dire.
Ecco a voi la video recensione dell'opera di Alice Clayton... avrei voluto inserire qualche frase divertente ma mi sono resa conto che, estrapolate dal contesto della scena, le battute rendono poco.
Alla prossima!

sabato 18 giugno 2016

#Gomorra, la serie. Finale della seconda stagione (SPOILER ALERT)

Dopo due anni passati dall’evasione di Don Pietro Savastano dal 41 bis, finalmente la seconda stagione di Gomorra è arrivata e, purtroppo, si è già conclusa.
Tra colpi di scena e dialoghi memorabili, la corsa di questa seconda stagione è arrivata al traguardo e ha lasciato gli animi degli spettatori un tantino divisi tra la soddisfazione e la semi-delusione; semi perché, con un lavoro così articolato e ben fatto, è impossibile rimanere delusi in toto.
Ma concentriamoci sulla puntata finale di questa seconda stagione che, come già annunciato, sarà soltanto un ponte verso le due stagioni successive già confermate.
Dopo la dipartita di Salvatore Conte nella terza puntata (che di dipartita non ce la sentiamo di parlare perché, nonostante le speranze disattese del finale, manteniamo ancora la fiducia in un suo inaspettato ritorno), erano rimasti Genny, Ciro e Don Pietro a contendersi Secondigliano e tutto lo spaccio di droga. Tra piazze promesse e poi riprese a colpi di pistola e mitra, tra alleanze e inseguimenti contromano in autostrada, tutti ci chiedevamo chi avrebbe alla fine avuto la meglio: Don Pietro, che si è ripreso infine una casa e una nuova donna Imma? Genny che, non più pivello, cerca la sua strada a Roma con la moglie e il figlio in arrivo? Oppure Ciro e l’attesa mondiale di capire se davvero si possa chiamare l’Immortale? 
SPOILER IN ARRIVO

A parte la delusione nel rendersi conto che non sarebbe tornato Salvatore Conte, probabilmente il personaggio meglio riuscito tra tutti (e che in mezzo a ruoli come quelli di Don Pietro e Ciro è tutto un dire), tutti quanti nutrivamo delle immense aspettative nei confronti di questo finale di stagione, soprattutto quando ci si ricordava della prima stagione e dell’inaspettata evasione di Don Pietro organizzata dal fedelissimo Malammore. E forse, è proprio a causa di queste aspettative che non ci siamo goduti tutto appieno.
Lo scontro finale tra Ciro e Don Pietro ce lo aspettavamo tutti, anche se forse non in molti si immaginavano che la pistola che ha sparato al capo dei Savastano fosse fornita direttamente dalle mani del figlio. Lo scettro è passato quindi dal padre al figlio, ma in questa battaglia tutti hanno perso: Don Pietro che, appena aveva capito di lasciare il dovuto spazio a Genny, è morto di fronte alla tomba della moglie; Ciro che, distrutto dalla morte della figlia, ha dimostrato di essere davvero l’Immortale, ma a quale prezzo… e infine Genny che, giocando le sue pedine da fredda distanza, ha architettato la morte del padre, fatto del quale egli stesso non può che essere pentito nel profondo tanto da dare al proprio figlio appena nato il nome del padre.
Scena più pesante di tutta questa seconda stagione? Ancor più della morte della moglie di Ciro nella prima puntata? È stata la morte della figlia di Ciro. Il bacio di Malammore al crocifisso ha raggelato il sangue nelle vene di molti.
Ma Gomorra è questo. Nessuno deve vincere; non ci sono eroi o nessuno da idolatrare. Tutto quello raccontato prende dolorosi spunti dalla vita reale. Questo è quello che è già successo, ed è questo che la serie racconta.


Quindi… sorvoleremo sulle inutili e sciocche prese di posizione di certi spettatori contro Fabio de Caro, l’attore che ha impersonato Malammore, al quale non si può che applaudire per aver saputo interpretare una scena così pesante e straziante nel modo migliore; forse nel modo più umano, anche se di umanità risulta difficile parlare…


Maia e Andrea

lunedì 25 aprile 2016

video recensione di Io prima di te di Jojo Moyes

Ciao a tutti,
in questa video recensione vi parlerò di Io prima di te, libro che mi è rimasto nel cuore.
Qui trovate anche la recensione che ho fatto ed è sempre presente sul blog: recensione di Pagine di cinema


Alla prossima,
Maia

Perfect- La perfezione di un attimo

Ciao a tutti e bentornati su Pagine di cinema.

La video recensione di oggi è dedicata a : Perfect, la perfezione di un attimo.
Nuovo Young Adult, si distanzia abbastanza dalle porcate di After, scusate il francesismo, e risulta infine essere un libro leggero e godibile senza troppe aspettative.

Come sempre, se lo avete letto e avete qualche critica o qualche considerazione, lasciatele pure nei commenti!

Al prossimo video,
Maia

video recensione di After

Ciao lettori!
Rieccomi con una nuova video recensione.

Oggi vi parlerò di After, la saga di libri che ha invaso tutte le librerie.
La storia d'amore (malato) tra Tessa e Hardin ha tenuto con il fiato sospeso milioni di fan in tutto il mondo. E quando finalmente è finita, abbiamo tirato tutti quanti un sospiro di sollievo per essercela levata di torno.
Lo avete letto anche voi? In che fazione siete? I fan sfegatati, o chi lo denigra completamente?



Lasciate un commento, o voi che entrate,

Maia.

Video recensione di Outlander - libro e cenni alla serie tv

Bentornati su Pagine di cinema,
oggi condividerò la video recensione fatta a proposito del primo libro della saga di Outlander, con alcuni cenni alla serie tv che amo particolarmente.




Qui sul blog troverete anche un post dedicato: recensione outlander

Al prossimo video

Maia

martedì 19 gennaio 2016

La ragazza del treno - recensione del libro di Paula Hawkins

Titolo: La ragazza del treno
Autore: Paula Hawkins
Pagine: 306


la ragazza del treno

Caso editoriale, il thriller dell’anno, il romanzo della Hawkins sembra abbia entusiasmato chiunque.
Me esclusa.
Sarà che sono cresciuta a puntate e puntate del C.S.I. propinato da una madre fan-thriller, questa storia non mi ha suggerito nulla di nuovo. Per di più, le storie narrate dal punto di vista di una persona in parte esterna agli eventi, che sia la Nelly di Cime Tempestose o la Rachel di questo romanzo, mi irritano incredibilmente, come se il narratore non avesse di meglio da fare nella vita che ficcanasare nelle faccende e nella psiche altrui. Per di più, il personaggio della protagonista non è nemmeno interessante: una donna debole, con vizi e con una forte tendenza a problemi mentali.
La scrittura, nonostante sia fluida e si accordi ragionevolmente con i capitoli a salto di lepre, si affossa notevolmente con la crescita delle pagine del libro. 
Oltre a innervosirti con le nevrotiche nevrosi dell’alcolizzata e maniaca Rachel, nel libro non si fa altro che ribadire la quotidianità e banalità della vita delle tre donne che vedono le loro esistenze intrecciarsi per un caso di omicidio: l’alcolizzata Rachel, che nasconde la sua vita dentro il vagone di un treno e dietro le vite altrui; la ninfomane Megan, irrequieta e polo magnetico opposto della felicità, che pretende di abbordare qualsiasi cosa respiri senza pensare alla sofferenza del povero marito; e infine Anna l’odiosa: una patetica riproduzione su carta dello stereotipo della donna media la cui massima aspirazione non è altro che avere dei figli e compiacere il marito fino allo sfinimento.
Questo continuo soffermarsi sulle routine quotidiane, il susseguirsi mai uguale dei giorni, l'allungare all'infinito dei dubbi e dei sospetti l’ho trovato inutile e strenuamente ridondante, come se l’editore avesse costretto la scrittrice ad allungare le pagine a più non posso, forse per giustificare il prezzo di copertina, non so. Sta di fatto che la scrittura non riesce nemmeno ad alzarsi abbastanza per scusarsi della semplicità della trama…

Lo so, forse sono stata troppo cruenta… di certo La ragazza del treno è un libro che, nonostante i difetti, si fa fatica a lasciare sul comodino a prendere polvere: la scrittura è così veloce e sezionata, e il clou del libro e delle scoperte sono ovviamente lasciati a fondo libro, che è fisicamente e organicamente impossibile non proseguire velocemente tra le pagine per capire chi sia davvero l’assassino. È un ricatto sotto forma di libro-fiction: alla fine di ogni puntata-capitolo, tutto si interrompe proprio nel momento più importante e fa un passo indietro, saltando attraverso degli inutili e poco interessanti punti di vista dello stesso evento narrati dagli altri protagonisti del libro.

Di certo si può dire una cosa: se non siete abituati a leggere gialli o thriller, nemmeno a vedere film o serie tv sullo schermo, allora questo libro potrebbe sorprendervi piacevolmente. Io non sono una fan del genere, e forse questo ha influenzato il mio giudizio, però non posso fare a meno di dispiacermi per un’occasione di piacevolezza mancata.

Maia

The Revenant - recensione del film (con spoiler)

Che fotografia, che storia, che musica, che regia… che DiCaprio!
The Revenant

Il giudizio complessivo per un film come The Revenant può essere soltanto positivo: film simili, con una regia da documentario poetico, un’interpretazione ottima di Tom Hardy (oltre a quella superba di Leonardo DiCaprio) e fotografie meravigliose, si vedono raramente.

La musica, centellinata ma potente, sviscera fin nel profondo. L’attacco improvviso e violento dell’orso, la disperazione negli occhi di Hugh Glass davanti alla morte del figlio che non poteva evitare, il ribrezzo del fegato di bisonte o il dormire nella carcassa svuotata di un cavallo… la grandezza delle immagini e dell’imponenza della natura rendono lo spettatore infinitamente microscopico di fronte a tanta maestosità.
The RevenantQualcuno ha parlato di questo film come della battaglia dell’uomo contro la natura, ma non è affatto così. Hugh, sebbene quasi ucciso in principio dall’orso, passa tutto il film a scappare dagli uomini, non dalle intemperie della natura, nelle quali dimostra di sapersi muovere e sopravvivere egregiamente tra radici e grotte improvvisate; Hugh, insieme alla natura, si allea contro gli uomini che la sfruttano senza pietà.

Il film, che dura oltre le due ore e mezza, trascina lo spettatore nell’attesa, nel lungo viaggio di ritorno e nella voglia di sopravvivere e di vendetta del protagonista… e forse lo trascina per troppo tempo, mostrandosi un tantino lento in alcuni tratti, in assenza di una complessità di trama adeguata e di dialoghi importanti.
DiCaprio, anche se non ci sarebbe necessità di sottolinearlo, è superbo e al massimo delle sue capacità e carriera. Questo film è DiCaprio e, in sua assenza, probabilmente tutta la storia avrebbe perso senso di esistere.


Durante tutto il film si riaffaccia il tema dell’albero e del vento, della fragilità dei rami contro la solidità del suo tronco e delle radici che lo ancorano al freddo terreno; eppure non riusciamo a vedere fragilità in Hugh, e nemmeno nel film stesso che, nonostante la trama scarna e i dialoghi quasi assenti, si regge maestosamente in piedi per tutta la sua durata.

Andrea e Maia